All’Accademia dei Lincei una giornata in ricordo di Maurizio Sella

Si è svolto questa mattina a Roma, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’incontro “Il ruolo delle associazioni nell’Italia che cambia: il pensiero e l’eredità di Maurizio Sella”, organizzato da Assonime insieme alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, ABI e AIDAF.
La giornata è stata dedicata a Maurizio Sella, banchiere e figura di riferimento della vita associativa italiana, alla guida nel corso degli anni di ABI, Assonime, della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e dell’Associazione Italiana delle Aziende Familiari. Un protagonista della vita economica e istituzionale italiana, che ha sempre interpretato il ruolo associativo come servizio al bene comune, con una visione fondata su etica, responsabilità e capitale umano.
Ad aprire l’incontro è stato Carlo Doglioni, Vicepresidente dell’Accademia, che ha ricordato la storia e il prestigio dell’istituzione, «una delle pochissime accademie al mondo culturalmente più ricche», fondata da Quintino Sella. Doglioni ha sottolineato come Sella fosse «artefice e pioniere», capace di coniugare visione industriale, rapporto con la comunità locale e attenzione allo sviluppo dei territori, qualità che ne testimoniano la lungimiranza.
È seguito l’intervento di Umberto Quadrino, Presidente dell’Associazione Amici dei Lincei, che ha sottolineato come «il nome Sella, per un piemontese, significhi molte cose». Quadrino ha descritto Maurizio Sella come una figura dotata di grande «rigore morale e senso del dovere», un banchiere che agiva con naturalezza e discrezione, mantenendo sempre una forte attenzione alla famiglia e alla responsabilità personale.
Un concetto presente anche nel messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto inviare in occasione della commemorazione, nel quale ha definito Sella un esempio per tutti, capace di valorizzare il capitale umano in ogni ruolo ricoperto.
La lectio magistralis: fiducia, pluralismo e responsabilità
La lectio magistralis di Francesco Clementi, Professore Ordinario di Diritto Pubblico Italiano e Comparato, ha offerto una lettura ampia del ruolo delle associazioni nella storia repubblicana.
Clementi ha evidenziato come «la democrazia si formi dove c’è pluralismo» e come le organizzazioni sociali e imprenditoriali siano «architetti della fiducia», un bene invisibile ma essenziale per lo sviluppo economico e civile.
Richiamando Luigi Einaudi e lo stesso Sella, il professore ha ricordato che «senza fiducia non esiste progresso» e che il governo della democrazia «passa innanzitutto da noi stessi e dalla nostra capacità di operare nel pluralismo». In questo senso, ha definito Sella una figura istituzionale che incarna pienamente i valori richiamati nella sua analisi.

Tavola rotonda: il ruolo dei corpi intermedi oggi
La tavola rotonda, moderata dalla giornalista del Corriere della Sera Antonella Baccaro, ha riunito Cristina Bombassei (Presidente AIDAF), Antonio Patuelli (Presidente ABI), Ugo Salerno (Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro) e Massimo Tononi (Presidente Assonime), offrendo prospettive complementari sul ruolo delle associazioni nell’economia contemporanea.
- Il Presidente ABI Antonio Patuelli ha sottolineato come l’associazionismo «non debba essere collateralismo camuffato, ma autonomia di pensiero e sensibilità sociale», richiamando la necessità di coinvolgere le nuove generazioni attraverso «un nuovo umanesimo che valorizzi le persone». Ha ricordato che i corpi intermedi devono custodire un patrimonio di valori, mantenendo indipendenza e capacità di visione.
- La Presidente AIDAF Cristina Bombassei ha evidenziato i principi promossi da Maurizio Sella, in particolare l’attenzione alle nuove generazioni e alla continuità d’impresa. Ha inoltre osservato che la crisi dei corpi intermedi, pur reale, può rappresentare «un passaggio positivo», perché spinge le associazioni a rinnovarsi e a valorizzare la seniority come guida per i giovani imprenditori.
- Il Presidente Assonime Massimo Tononi ha posto l’accento sulla funzione istituzionale delle associazioni, definite «luogo di responsabilità, confronto e dialogo». Ha ricordato come Sella abbia interpretato al meglio questo ruolo, «fornendo un servizio per il bene comune e per la collettività». Tononi ha sottolineato che la credibilità delle associazioni dipende dalla loro capacità di essere affidabili, trasparenti e orientate al futuro.
- Il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Ugo Salerno ha ampliato la riflessione soffermandosi sul modo in cui Maurizio Sella ha interpretato e rafforzato la dimensione etica della Federazione, rendendola un riferimento costante nell’azione associativa e nella cultura d’impresa. L’etica, ha ricordato, «non è un elemento accessorio dell’attività economica, ma una componente essenziale della capacità di generare valore nel tempo». Riprendendo gli insegnamenti di Sella, Salerno ha sottolineato che reputazione, correttezza e affidabilità sono il presupposto dei risultati duraturi.
Ha inoltre richiamato il rischio della disintermediazione: «Ci si disintermedia perché non si ha fiducia nella rappresentanza. È un fenomeno negativo che mina le basi della democrazia». Citando Francis Fukuyama, ha ricordato che «tanta è la fiducia, tanto è il benessere di una comunità».
Infine, riprendendo gli insegnamenti di Sella, ha ricordato che l’imprenditore è una persona che non smette mai di imparare e che la trasmissione di esperienze tra generazioni è parte integrante della missione dei Cavalieri del Lavoro.
Le conclusioni di Pietro Sella
A chiudere l’incontro è stato Pietro Sella, CEO del Gruppo Sella, che ha restituito un ritratto personale e professionale del padre: «Per lui il lavoro era un presupposto per fare qualcosa di meglio». Ne ha ricordato la determinazione, l’ottimismo e la fiducia nel futuro, insieme ai principi che lo guidavano: trasparenza, innovazione pratica, unione. «Si impegnava per il successo degli altri», ha concluso, «e questo rimane il suo insegnamento più profondo».













